Velatura “White Paint”

22 aprile 2016

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Velatura “White Paint”, finitura a due mani. Esclusa nella velatura il pilastrom, e per risaltare lo stesso, e per mettere in evidenza la velatura.


ma ogni quanto si imbianca?

10 ottobre 2010

“Ma ogni quanto si imbianca?”. Questa è una delle domande che mi sento fare più spesso. Non c’è una risposta definitiva che vada bene per ogni casa e per ogni persona. Diciamo che mediamente un imbiancatura classica, quindi con idropittura lavabile, dovrebbe essere eseguita ogni 3-4 anni. Ovviamente è una media appunto. Sul tempo incidono soprattutto due fattori. Il primo è il grado di “usura” della casa, quindi quanto ci si vive effettivamente in essa, quanto ci a,si cucina, quanto e se ci si fuma, se sono presenti bambini piccoli o animali domestici. Quanto la casa è fredda d’inverno o calda d’estate, il suo grado di umidità, la sua esposizione alla luce. Il secondo è come la casa viene imbiancata e con che tipo di materiale. Ho già detto sopra dell’imbiancatura classica con idropittura lavabile, e quindi intendo un ottimo materiale. Ma se la casa viene imbiancata con una tempera può durare anche meno e annerire in fretta. Poi ci sono i vari effetti,che spero abbiate potuto ammirare nei miei post. Per le velature in generale, la durata raddoppia, quini si fa da 6-8 anni, per gli smalti ad acqua, essendo realmente lavabili anche 9-10 anni. Infine si arriva agli stucchi,che possono durare dai vent’anni in su. Ovviamente ad un aumentare della durata, vi è un aumento del prezzo, che comunque viene ammortizzato dal lungo periodo che intercorrerà tra un imbiancatura  e l’altra. Come già sottolineato in precedenza, la scelta dei materiali è incisiva, affinché si possa avere un risultato finale duraturo e a regola d’arte.


qui i bimbi dormono

22 agosto 2010
qui i bimbi dormono

stanza del sonno di un asilo nido

Cosa c’è di più rilassante di questo azzurro intenso, colore del cielo in una giornata spazzata dal vento, in un posto libero dai vapori della città. Purtroppo è solo un imbiancatura, ma per i bimbi, che in questo ambiente andranno a dormire(trattasi di un asilo nido), questa illusione sarà piacevole e rassicurante. L’azzurro è in smalto ad acqua satinato, molto lavabile e resistente. Buonanotte bambini.


Sua maestà la calce

25 maggio 2010
Calce arancione

Calce tramonto

Il grassello di calce. A tutti più noto come stucco, da non confondere con quello veneziano. Sicuramente la lavorazione più bella(almeno per me) del nostro mestiere. Sia come risultato finale, che come metodo di applicazione. Questa calce arancio ricorda la luce del tramonto, che da importanza alla parete e a ciò che è ad essa legata. Molti si fanno spaventare dal prezzo di questa “bellezza murale”, ma bisogna ricordarsi che tale effetto può durare più di vent’anni, evitando il ripetersi dell’imbiancatura classica, che andrebbe effettuata ogni 3-5 anni. Sono consapevole che il costo non è indifferente,ma niente di simile può rendere un ambiente così speciale e raffinato. La meraviglia del lucido che gioca con la luce, e l’effetto liscio-marmo al tatto, valgono in tutto il “prezzo del “biglietto”. Ovviamente dietro al costo si cela anche la durata e la pesantezza della lavorazione,e il prezzo stesso del materiale.


L’imbiancatura

14 febbraio 2010

Ormai son 14 anni che faccio questo mestiere. Ho iniziato un pò per caso, cominciando con mio padre ed i suoi soci, abbandonata la scuola. Mi pareva solo un cosa momentanea allora. Son passati 13 anni. E di lavori e cantieri ne ho fatti e visti tanti, ed imbianchini conosciuti molti. Alcuni son convinti di lavorare meglio di tutti, altri pensano che sia solo una questione di metodo. Io sono di questa schiera. A mio parere non esiste un metodo giusto per fare le cose, ma basilari nozioni tecniche, che possono andare dalla conoscenza del materiale, ad alcune “pose” per l’applicazione.

Una cosa che penso trovi d’accordo tutti, o quasi, gli esperti del settore, è che,  è il risultato che conta. Ognuno può avere il suo materiale preferito o deciderne la posa in suguito all’esperienza o all’estro personale,  ma su come debba essere il risultato finale, che si tratti di semplice imbiancatura, od effetti vari(velature, stucchi, etc) non credo ci possano essere criteri soggettivi. Ciò non significa a mio parere porre dei paletti invalicabili per ogni tipo di applicazione, ma soddisfare l’idea del risultato più  o meno generalmente riconosciuta, anche dalla stessa clientela. Ciò nonostante, a me è capitato a volte di non seguire certe “regole”, andando un po a modificare l’aspetto della lavorazione, con risultati a volte positivi, altre un po meno.

Si sperimenta anche in questo campo ovviamente, cercando sempre soluzioni nuove, in grado di soddisfare le varie esigenze. Il nostro è pur sempre un lavoro manuale, e quindi è abbastanza ovvio che non ci sarà un lavoro uguale all’altro, e neanche meno o più bello, ma, penso io, applicato e rifinito in maniera migliore, ovvero con precisione e finezza.

In conclusione, infiniti modi di pensare l’imbiancatura, che spesso la arrichiscono, trovano dei limiti, seppur anch’essi non invalicabili, nel risultato finale dell’applicazione. Ciò scritto vale però solo per gli adetti ai lavori, perchè per quanto riguarda il fai da te, ci sarebbero altre cose da dire, che riprenderò senz’altro nei prossimi articoli.